Progetto Athanor >> Capo VI: L’opera di Luciano Pizziconi vista dagli altri>> 6.1 Alcuni stralci da lettere, saggi e giudizi

CAPO VI: L’opera di Luciano Pizziconi vista dagli altri

Alcuni stralci da lettere, saggi e giudizi
Some excerpts from letters, reviews and essays

Lettera dell’archeologo Anacleto Del Pinto – febbraio 2003.

[…] Consentimi di ricordare gli interventi del poeta-filosofo Luciano Pizziconi.    Ad una visione superficiale potrebbero anche apparire, come tu dici, una goccia nel mare, ma dopo attenta riconsiderazione si deve osservare che, ad ogni incontro, quel mare non è più lo stesso, essendosi modificato in meglio… Sono rimasto colpito da come il poeta ha declamato i suoi versi: con tale sentire che mai nessun mimo avrebbe potuto eguagliare… e ho visto bene che a Villa Athanòr presiede un ideatore-organizzatore di grande umanità e spessore, che ama stare con gli altri non per non essere solo, ma per invitarli a condividere principi che fanno la differenza… In sostanza ho partecipato a qualcosa di intelligente e di multiforme valenza spirituale, dove nulla è stato tralasciato […]

Letter from the archaeologist Anacleto Del Pinto – February 2003.

[…] Let me remember the interjection of the poet and philosopher Luciano Pizziconi. To a superficial sight they could seam, as you say, a drop in the ocean, but after a careful re-consideration one has to observe that, at every encounter, that sea is not the same anymore, having changed itself  for the better… I’ve been greatly impressed by the way the poet did declaim his verses: with such a sensitivity that not any a mime could have never equalize … and I’ve seen that in Villa Athànor chairs an organizer-deviser of a great humanity and calibre, who loves to stay with the others not only to be not alone, but to invite them to share those principles that make the difference… In substance I took part to something intelligent and of a multifarious religious value, where nothing has been left aside […]

Lettera del prof. Marcello Cricchi, curatore dei volumi – maggio 2003.

[…] Ho letto con attenzione cosa e come tanti illustri persone hanno detto di te, in questi anni. Ti hanno esaminato come un esacisesaedro, e scomposto nei suoi componenti… di ogni singola parte hanno quotato il valore, analizzato spettroscopicamente la luce emanata. Io, con arte chirurgica, le ho ricomposte, ritrovando il Te integro, l’Anima, l’Unicum, che dà poi vita al Fenomeno, che conoscevo bene, avendolo percepito come tale grazie a folgorazione (poi rivissuta nelle più varie circostanze della vita). Non all’altezza per emularlo, Lo attingo. Così, come pensavo, non sono stati i pareri “quantitativi” quelli idonei alla Tua identificazione, Personaggio e Poeta ben al di là dei canoni di valutazione usuali. Tu possiedi qualità oltre i limiti (e lo sai), bontà tua indirizzate da una intelligenza saggia e capace, che esattamente conosce e gestisce la sua macro-estensione, le sue macro-profondità ed altitudini… in una parola, il suo macro-Valore: un autentico “Ghnoti sautòn”.   E lasciamo che le rane scoppino.

Letter from Prof. Marcello Cricchi, editor of the volumes – May 2003.

[…] I read with great carefulness what and how many illustrious people did say about you, in these years. They have analysed you as an esacisesaedro, and dismantled in its components… they’ve quoted the value of every single part, spectroscopically analysed the exhaled light. With surgical art, I reassembled them, recovering the perfect You, the Soul, the Unicum, which then gives birth to the Phenomenon, that I well knew, having perceived it as such thanks to a fulguration (then re-lived in the various circumstances of life). Being not in the same class as Him to emulate Him, I derive from Him. So, as I thought, it’s been not the “quantitative” opinions that have been suited to Your identification, Personage and Poet well beyond the usual canons of valuation. You’ve got qualities that go beyond any limit (and you know it), that thanks to you, have been addressed from a wise and able intelligence, that exactly knows and manage its macro-extension, its macro-depths and heights… in one word, its macro-Value: an authentic “Ghnoti sautòn”. And just let the frogs burst.

Da un giudizio del dott. Salvatore Bassotto, psicoterapeuta – settembre 2003.

[…] Nella dialettica della letteratura contemporanea è un fenomeno a sé, poiché appartiene all’ordine dei cicli sapienzali, di origine arcaica, ove la vetustà della sapienza varca le leggi della psiche, attingendo ogni orfico spostamento dell’io direttamente all’Inconscio. Una scrittura ‘dimessa’, ove il Valore ipotizzato è portato alla vetta ed alla profondità di senso. Linguaggio profetico, rivelatore, capace di ricondurre in ‘forma ratio’ concetti abusati del nostro tempo, generando una sindrome della coscienza che induce alla riflessione. Dal punto di vista psicoanalitico, si assiste ad una metamorfosi gestazionale che elabora e riconduce alle radici del genere umano… di cui, attraverso l’ ‘arcano’ di una memoria genetica rivissuta, egli riscopre o riprogetta l’unicum del motivo fondante. Gli “Atti Alchemici” di  Luciano Pizziconi, infatti, non rappresentano la sua storia, bensì le tappe evolutive del nostro viaggio, della Storia comune.

From a judgement of  Salvatore Bassotto, Dr., psychotherapist – September 2003.

[…] In the dialectic of the contemporary literature it’s a phenomenon in itself, since it belongs to  the eruditive cycles’ order, of an archaic origin, where learning’s ancientness cross the psyche’s laws, deriving every Orphic movement of the self directly from the Unconscious. A “humble” writing, where the supposed Value is brought to the top and to the depth of the sense. A prophetic and revealing language, able to bring again in ‘forma ratio’ those concepts misused by our times, generating that syndrome of the conscience which leads to consideration. From the psychoanalytic point of view, we witness a gestational metamorphosis that elaborates and brings again to the roots of the human race… of which, through the ‘arcane’ of a re-lived genetic memory, he discovers or works out again the unicum of the founding reason. Luciano Pizziconi’s “Alchemical Acts”, in fact, don’t represent his history, but the evolutionary stop over of our journey, the mutual History.

Lettera del dott. Pasquale Litterio, Pro.do.c.s. – sez. di Vasto –  settembre 2003.

… Luciano carissimo, riesco infine a sedermi davanti al computer, che non è mai come un foglio immacolato, limpido. È difficile esprimere, con i limiti del linguaggio che ci son posti, i sentimenti e le emozioni provate da quando Ti conosco. Penso che mi fai sentire più importante di quanto io meriti. Ci sono migliaia di uomini e donne che hanno speso la loro vita nel volontariato e che resteranno sconosciuti al mondo dell’opulenza. È anche per loro che Ti ringrazio, per quanto hai già fatto e per quello che stai facendo…
Tutti noi apprezziamo il Tuo aiuto, e sei autorizzato ad usare il nostro logo che non casualmente condivide lo stesso termine iniziale del “Progetto Athanòr”. Ti abbraccio.

Letter from Pasquale Litterio, Dr., Pro.do.c.s. – department of Vasto – September 2003.

… Dear Luciano, finally I can sit down in front of my computer, that will be never as a stainless and clear paper. It’s hard to express, with the language’s limitations that are us given, the feelings and the emotions I’ve felt since I met you. I think that you are letting me feel even more important than I really deserve. There are thousands men and women who have spent their lives in voluntary services and who will remain for ever unknown to the world of  lushness. Also for them I thank You, for what you’ve already done and for what you’re still doing now… We all appreciate Your help, and You’re authorized to use our logo that not casually shares the same beginning term of the “Initiative Athànor”. I hug You.

Lettera del prof. Marcello Cricchi  – L’Aquila – novembre 2003.

[…] Tu sai coinvolgere con la parola, scrutare; azione come regola di grammatica che si acclara con l’adeguato esempio. E il primo gradino della tua grandezza è la trasparenza che emana da questo ‘agire della parola’, che non necessita di spiegazioni ulteriori, tanto è limpida, diretta e spontanea. Chi ne recepisce il senso supera l’approccio che costituisce il passaggio dalla conoscenza esteriore alla vera amicizia, dal timore di confrontarsi alla piena condivisione.

Letter from Prof. Marcello Cricchi – L’Aquila – November 2003.

[…] You’re able to involve people with the word, to observe: action as a grammar rule that clarifies itself with the appropriate example. And the first step of your greatness is the transparency that exhales from this ‘acting of the word’, which, thanks to its clarity, doesn’t need any further explanation. The person who does understand its sense, goes beyond the approach that constitutes the transition from the exterior knowledge to the true friendship, from the fear of the comparison to the full sharing.

Comunicazione del dott. Patrizia Cervelli, Presidente Coordinatore C.I.P.U. – novembre 2003.

… Preg.mo Prof. Luciano Pizziconi, abbiamo avuto modo di apprezzare le Sue molteplici qualità morali e intellettuali e di conoscere il Suo impegno sociale a favore dei nostri fratelli meno fortunati.
Ci complimentiamo con Lei, che offre ai giovani un altissimo esempio etico e di generosità.
In considerazione della Sua ricchezza spirituale e delle Sue incommensurabili potenzialità, siamo onorati di conferirLe ufficialmente, come da precorsi colloqui, l’incarico di Coordinatore Responsabile C.I.P.U. (“Comitato Italiano per la promozione umana e Forum permanente per la pace”) per gli Abruzzi, nella certezza che, sotto la Sua direzione, la sezione abruzzese del nostro Comitato produrrà risultati prodigiosi.
Le auguriamo, pertanto, buon lavoro, salutandoLa con fraterno affetto.

Transmission from Patrizia Cervelli, Dr., Coordinator President C.I.P.U. – November 2003.

… Dear Prof. Luciano Pizziconi, we’ve had the opportunity to appreciate Your manifold moral and intellectual qualities and to know Your social engagement in favour of our less fortunate brothers. We do congratulate with You, You who offer young people a high ethical example of generosity. In the light of Your spiritual richness and of Your inestimable potentiality, we’re honoured to confer You officially, as already concerted in our previous dialogues, the mandate of Coordinator Responsible C.I.P.U. (“Italian Committee for the human promotion and permanent Forum for Peace”) for the Abruzzo being sure that, under Your direction, the department of Abruzzo of our Committee will produce extraordinary performances. We wish You, therefore, good luck, with brotherly affection.

Da un commento della scrittrice Mila Marini – febbraio 2004.

[…] Sulla relazione del Prof. Emerito Luciano Pizziconi, in occasione dell’apertura dell’Anno Accademico a Francavilla, debbo affermare, ancora una volta, che la dotta esposizione merita il più caloroso plauso per la dovizia di argomenti, citazioni e interventi a suffragio… […] Confesso di non considerarmi all’altezza di esprimere più che una opinione su di Lui, mente davvero eletta (non sono io a scoprirlo, ma è un piacere confermarlo, aggiungendo la mia voce al coro) la cui stima ed Amicizia mi onorano.

From a commentary of Mila Martini, writer – February 2004

[…] About the relation of the Emeritus Professor Luciano Pizziconi, given on the occasion of the opening of the academic year in Francavilla, I have to say, once again, that the learned discourse deserves the most hearty approval for the richness of argumentations, quotations and corroborating interventions… […]. I do confess, I don’t consider myself to be in the same class as to express  more than one opinion about Him, a sublime intellect indeed (and it’s not me to have discovered it, but it’s a pleasure to confirm it, adding my voice to the chorus) whose esteem and friendship honour me.

Da un giudizio del dott. Salvatore Bassotto – giugno 2004.

[…] Ancora una volta, Con “Scritti sull’etica dei linguaggi”, L.P. si conferma filosofo della «Parola», ma in un contesto ben più ampio di quanto appare. Volto ai modelli relazionali autentici, egli elabora per tappe successive un Discorso che non ha mai interrotto, svelando a noi la sua fede con la ragione e a se stesso le sue ragioni con fede. Tra  il vincolo originario (che di ogni cultura è fondamento) e i valori che da esso si articolano (fino al Valore supremo dell’accoglienza reciproca, che non si può tradire senza disconoscere l’uomo), egli ci mostra in toni profetici il “bene” e il “male” del nostro tempo, decrittando la logica del SISTEMA che riproduce il mal-essere nei suoi effetti più devastanti: incomunicabilità e indifferenza… l’infermità discorsiva. Etica, estetica, metafisica, teologia… Tutti gli strumenti del suo pensiero sono tesi a congiungersi nel medicamento efficace, nell’interpretazione del vero… quasi che il terzo millennio attendesse una parola incorrotta, una radicale inversione, un rinnovarsi del Patto… E credo che solo un uomo come L.P., capace ancora, nella sua umiltà, di ritenersi discepolo, potrà esserci eccellente Maestro nella sintesi della ‘cura’ […]

From a reasoning by Salvatore Bassotto, Dr. – June 2004.

[…] Once more, with his “Writings upon languages’ ethic”, L. P. confirms himself as philosopher of the «Word», but in a contest ampler than it seams. Aimed at the authentic relational models, he works out, in consecutive breaks, a never interrupted Discourse, revealing us his faith with the reason and to himself his reasons with the faith. With the original tie (that is foundation of every culture) and the values that from that articulate (until the supreme Value of the mutual welcoming, that cannot be betrayed without disowning mankind), he shows us in prophetical tones the “good” and the “evil” of our times, by decrypting SYSTEM’s logic which reproduces the bad-ness in its more devastating effects: incommunicability and indifference… the discourse infirmity. Ethics, aesthetics, metaphysics, theology… All his thought’s instruments are aimed to join themselves in the effective cure, in the interpretation of truth… as if the third millennium had been waiting for an uncorrupted word, a radical inversion, a renewing of the Pact… And I think that only a man like L. P., still able, in his humility, to consider himself a disciple, shall be an excellent Master for us in the synthesis of the ‘cure’ […]

Da un giudizio del dott. Salvatore Bassotto – giugno 2004.

[…] Egli stesso, il poeta, è agli estremi di un’unica oscillazione, nell’urgenza di ristabilire il legame dialogativo con l’Altro, la relazione interrotta, il modello referente dei molteplici idiomi… Ed è forse questa profonda unicità espressiva (che pur nella apparente complessità costantemente rimanda alla «Semplicità originaria») ad alimentare definizioni che vorrebbero fissarne impropriamente i limiti… sicchè, potremmo concludere che tutto è già stato detto, su L.P., incorrendo in un errore assai più macroscopico poiché, ciò che del Suo messaggio è stato considerato, non è che la punta dell’iceberg… Il carisma di questo A., ovunque testimoniato, soprattutto consiste nella perfetta simmetria  di libertà e verità, sicchè da essa, ogni volta rigenerata, l’autonomia di giudizio presiede tanto alla proporzione etica (giustizia) che alla proporzione estetica (bellezza)… cioè a quell’Utile meglio inteso che giudichiamo «Il Bene» sia in senso ‘economico’ che ‘morale’, al di là delle “appartenenze” e delle “verità” strumentali.

From a reasoning by Salvatore Bassotto – June 2004. 

[…] He, the poet, is at the two extremities of a sole oscillation, in the urgency of re-establish the dialogative tie with the Other, the interrupted relationship, the referring model of manifold idioms… And it is maybe this deep expressive unicity (which constantly calls back, even in its apparent complexity, to the «original Simplicity») to feed such definitions that improperly would like to fix its limitations… thus, we could conclude that everything has been already said, about L.  P., running into a mistake even more glaring since, what has been considered of His message, is only the tip of the iceberg… The charisma of this A., everywhere witnessed, consists first and foremost in the perfect symmetry between freedom and truth, so that from it, every time regenerated, the judgment’s autonomy presides both the ethical (justice) and the aesthetic proportion (beauty) … that is that better intended Useful that we estimate «the Good» both in ‘economic’ and ‘moral’ sense, far beyond the instrumental “affiliations” and “truths”.

Lettera del cav. Pino Amatiello – agosto 2004.

… Caro Luciano, finalità della presente è il mio vivo desiderio di averTi al mio fianco in qualità di Art Director de “Il Giornale dei Poeti”, sin dal prossimo numero di luglio-agosto p.v.. E’ questa l’occasione di dimostrarTi la mia profonda stima, dal momento che ne ho la possibilità, e di potermi onorare di avere al mio fianco un Uomo di grande cultura. Spero pertanto, con tutto il mio cuore, che Tu voglia accogliere, insieme ai miei rinnovati sentimenti di stima, fiducia e amicizia, la mia preghiera.

Letter from Pino Amatiello,  Cav. – August 2004.

… Dear Luciano, this is aimed to express you my ache of having You at my side in quality of Art Director of the “Poets’ Journal”, directly from next July-August publication on. This is the right occasion for me to demonstrate You my deep esteem, since I have the opportunity to do it, and to have the honour of having a Man of such a culture at my side. Thus, I sincerely hope, with pleasure, that You will accept my praise, together with my renewed feelings of esteem, friendship and reliance.

Luciano Pizziconi: la sola Poesia possibile (di Mario Narducci) – ottobre 2004.

[…] Contrariamente alla facile collocazione nel novero degli intoccabili, Luciano Pizziconi assume l’umiltà come sostanza e controprova della propria onestà. «Niente di ciò che è vero / ama ostentarsi, / e se talvolta si mostra / ha il pudore della penombra». Riconoscersi niente nella grandezza, è già passo fondamentale per proclamare la verità. Ma l’Autore va oltre, là dove sostiene che il superamento di sé avviene quando si confessano le proprie debolezze, atto in ragione del quale «ogni parola che ho pronunciato / mi è rimasta fedele» […]

Luciano Pizziconi: the only possible Poetry (by Mario Narducci) – October 2004.

[…] In opposition to the easy collocation in the category of the untouchables, Luciano Pizziconi assumes humility as substance and counterproof of his honesty. «Nothing of what is true / loves to display itself, / and if it sometimes happens / it has the modesty of the shadow». Considering themselves nothing in the greatness, is already a fundamental step towards the proclamation of truth. But the Author goes too far, where he supports that the overshooting of the self happens when we confess our weaknesses, an action, the confession, in reason of which «every word I’ve pronounced / hang to me» […]

Comunicazione del Rettore dell’Ateneo di poesia – novembre 2004.

… Chiarissimo professore, nell’ambito della biennale europea del premio “Roma - New York”, la Giuria ha decretato all’unanimità di premiare fuori concorso, con il “Diamante della Poesia”, il Suo poema edito “Socrate”, opera rappresentativa in sommo grado mediante la quale Ella si rivela coscienza critica del nostro tempo e maestro di vita, onorando la Cultura Italiana e non solo. La Commissione Internazionale si è così espressa: «La potenza visionaria del “Socrate” costituisce un più alto esempio della parola Altra, ove la nudità espressiva e la portata concettuale infrangono gli schemi di ogni ‘adattamento’, costringendo il fruitore ad una verità faccia a faccia. Finalmente si delinea, nel “Socrate”, una riformulazione dell’uomo che in tutto si corrisponde alla santità dell’obbligo di esserlo fino in fondo». Confermando gli innumerevoli ed eminenti giudizi che già La riguardano, per tali motivi, e per il complesso della Sua opera di poeta, educatore e filosofo, ho l’onore di comunicarLe ufficialmente che verrà proclamato in Roma  ‘Poeta dell’anno’ il 15 dicembre c.a..  Deferenti saluti.

From a commentary of the Chancellor of the University of Poetry – November 2004.

… Illustrious Professor, within the European biennial of the “Roma – New York” Prize, the Jury unanimously decided to award, aside the competition, with the “Poetry Diamond”, His edited poem “Socrates”, a supreme representative work, through which You revealed yourself  as critical conscience of our times and master of life, giving honour to the Italian Culture and more. The International Commission did express itself in this way: «The visionary strength of “Socrates” constitutes one of the higher examples of the Other word, where the expressive nakedness and the conceptual range breach the schemes of every ‘arrangement’, forcing the user to face truth. Finally in “Socrates” delineates itself a reformulation of mankind that corresponds to the holiness of the duty of being it all the way». Confirming the countless and eminent assessments that already concern Your person, for these reasons, and for the whole spectrum of Your work as a poet, educator and philosopher, I have the honour of officially communicating You that You will be proclaimed on the 15th December in  Rome as ‘Poet of the Year’. Respectful greetings.

Da una lettera del Console Gen. del Perù, J. C. D. Pessagno – novembre 2004.

[…] Mi rivolgo a Lei per ringraziarLa… e mi permetto di dirle che sono rimasto impressionato dai giornali sull’Associazione che mi ha inviato. Oso proporLe la realizzazione, a Villa Athanòr, di una mostra del  pittore Jorge Valdivia […]

From a letter of J. C. D. Pessagno, Consul General of Peru – November 2004.

[…] I do apply to You in order to thank You… and I take the liberty of telling You that I’ve been really touched with the Journals about the Association You sent to me. I dare to propose You the realisation, in Villa Athànor, of an exhibition of the painter Jorge Valdivia […]

Luciano Pizziconi, o le  ‘impronte’ della memoria (di Miranda Clementoni) – febbraio 2005.

[…] L. P. ha certamente assimilato la ‘Tecnica’ dello sdoppiamento, e quindi dell’alto coinvolgimento dell’Io che, nel fluire del lògos, deve coglierne il senso (soggettivamente) e poi riferirne (oggettivamente)… Sicché, ‘interno’ ed ‘esterno’, simultaneamente il poeta è partecipe  del dettato e dell’espressione, di cui seconda il manifestarsi. Décade così la condanna dell’ “ossessione de-finitoria”, mentre il canto sprigiona una sonorità riecheggiata che la durata registra come presenza nella memoria, o esperienza di verità…  A tale punto che il verso non cede al peccato originale della poesia, perché non può ricadere, ormai, nell’ “ambizione” di formalizzare l’insorgenza di un “primum” che ne pietrificherebbe lo scorrere, ma si fa libera trascrizione dell’essere nel suo esserci dis-corsivo […]

Luciano Pizziconi, or the memory’s ‘footprints’ (by Miranda Clementoni) – February 2005.

[…] L.P. has certainly assimilated the ‘Technique’ of the splitting, and thus of the high involvement of the Self, who, in the flow of the lògos, has to catch its meaning (subjectively) and than relate about it (objectively)… So that, ‘internal’ and ‘external’, the poet is simultaneously concerned in both the dictation and the expression, of which he favours the occurrence. Declines in this way the condemnation of the “de-finitory obsession”, while the song emanates a re-echoed sonority which is registered by the memory as a presence, or an experience of truth… To such a point that the verse doesn’t surrender to the original sin of poetry, since, at this point, it can’t relapse in the “ambition” of formalizing the insurgence of a “primum” that would petrify its streaming, but becomes a free transcription of the being in its dis-coursive being […]

Per una introduzione a “I legami dell’anima” (di Anna Bucciarelli) – aprile 2005.

[…] Ancora una volta, la ‘corrispondenza sinottica ’ delle diverse letture, individuano nella Sua scrittura una delle più alte espressioni della letteratura non soltanto contemporanea, ma forse, come già è stato detto, “la sola Poesia possibile per ogni tempo”.  Il viaggio nell’universo P. era appena iniziato e mi trovo a concludere: non era questa, infatti, la sede per una trattazione esaustiva del poeta e dell’uomo. Tale impegno richiederebbe l’escussione di documenti e di testi, ancora in gran parte inediti, e l’impiego di alcuni anni. Ciò che al presente mi proponevo era un profilo semplice e veritiero (sia pure dal mio angolo visuale). Nell’assolvere il compito che le profonde impressioni sollecitavano, dovrei confessare che un grande onore mi è stato concesso, per un apporto assai marginale… E tuttavia non poco è costato, considerando che non poteva porsi limitazione all’illimite, né si poteva congetturare alcuna cosa se non perdendosi nell’‘oggetto’ o comprenderlo […]

For an introduction to “I legami dell’Anima” (by Anna Bucciarelli) – April 2005.

[…] Once more, the ‘synoptic correspondence’ of the different interpretations, locates in His writing one of the highest expressions not only of contemporary literature, but, maybe, as already said, also “the only possible Poetry of every time”. My journey in P.’s universe had just begun and already I found myself to conclude that: it was not this, in fact, the right place for an exhaustive dissertation on the poet and man. Such an undertaking should require the examination of documents and texts, in the most part still unpublished, and many years of work. What I intend to do, at the moment, is a simple and truthful profile (even if from my point of view). In the discharge of the task that the deep impressions asked, I should confess that a great honour has been given to me, for such a marginal contribution… And furthermore it cost me a lot, considering that it was impossible to limit the un-limit., nor could I conjecture about something, if not by loosing myself in the “object” or by understanding it […]

Dalla motivazione del Premio “Le rosse pergamene” –  maggio 2005.

[…] Poesia di grande impegno, poeta rigoroso. La poesia di L. P.  non consente di oziare, riflettendo ciò che egli è nella vita. Così anche le sue parole d’amore si volgono alla coscienza, senza per questo vanificare mai la magia della circostanza. Volgendosi al femminile e alla donna quale alter ego e compagna, tesse della sua figura il più bel canto, restituendo dignità alla natura e naturalezza al colloquio. Di fatto, la sua parola non è piegata mai al tornaconto, al misfatto della menzogna quale mezzo di adescamento e raggiro. C’è «rispetto» nell’amore cantato da P., eppure quella confidenza corposa che nasce dal sentimento vissuto, mai disgiunto dall’amicizia, che è autentica «comunione». In tal modo la sua poesia non è rimembranza, ma cosciente pienezza di quei legami, appunto ‘dell’anima’, che sono costruzione e messaggio di civiltà. Modernissimo nei contenuti e classico nella forma, con lui si amplia, e par giungere a compimento, la sensazione che la donna sia il tramite di quella universalità dell’amore origine di ogni rinascita.

From the reasons of the Prize “Le rosse pergamene” – May 2005.

[…] A poetry of great engagement, a rigorous poet. L.P.’s poetry doesn’t allow to laze, reflecting exactly what he really is in his life. So also his words about love are addressed to the conscience, never thwarting, in this way, the magic of circumstances. Addressing to the feminine gender and to the woman as alter ego and partner, he sings the most beautiful song of her figure, giving back the nature its dignity and the dialogue its artlessness. In fact, his word is never turned to the personal advantage, to the misdeed of lying as a means to lure and diddle. There’s «respect» in the love sung by P., and indeed that solid intimacy that comes from a lived emotion, never detached from friendship, which is authentic «communion». In this way his poetry is not remembrance, but conscious fullness of those ties ‘of the soul’, which are message and construction of politeness. Extremely modern in contents and classic in style, with him occurs an amplification, and it seems to come to an end, of the impression that the woman is the intermediary of that universality of love which is the origin of every renaissance.

Dalla motivazione del riconoscimento della U.L.E. – maggio 2005.

[…] Vorremmo ringraziarti perché,  nel quarantennale della tua attività, ancora una volta il tuo percorso si fonde alla nostra ricerca esistenziale. Quarant’anni di poesia, innanzitutto; una poesia letta, studiata, tradotta ormai ovunque; una poesia che da sempre è parola di pace, di solidarietà, di fratellanza, di apertura all’altro e condivisione dialettica… Perché, come tu ci insegni, le parole sono sì pietre, ma che debbono porsi a fondamento di un’ ‘etica dei linguaggi’ capace di costruire le alternative future. Ecco, allora, caro Presidente, una testimonianza nel quarantennale della tua attività; piccola cosa di fronte ai riconoscimenti internazionali ricevuti in questi anni, ma che per noi sancisce ancor più profondo gemellaggio tra le nostre realtà… Permettici ancora di ringraziarti per la fraterna accoglienza che ogni volta riservi a noi francavillesi e, infine, carissimo, di augurarti, con una buona dose di emozione, di ritrovarci qui per il tuo secondo quarantennale di attività, perché “Sine spe vita est quasi mortis imago”, ricorrendo a Seneca. Speranza e dottrina per altri quarant’anni, almeno.

From the reasons of the U.L.E. Prize – May 2005.

[…] We’d like to thank you since, in the fortieth anniversary of your activity, once more your path merges with our existential search. Forty years of poetry, above all: a poetry now read, studied, and translated almost everywhere; a poetry that has been always word of peace, solidarity, fraternity, of openness towards the Other and of dialectic sharing… Since, as you teach us, words are certainly stones, but have to place themselves as fundamentals of a ‘languages’ ethics’ able to build the future alternatives. Here it is, then, my dear President, a witness in the fortieth anniversary of your activity; a small thing compared to the international awards from you received during these years, but which confirms for us a still deeper twinning between our realities… And yet let us thank you for the brotherly welcome you reserve every time for us and, in the end, my dear, let us wish you, with a certain dose of emotion, to find us here again for your second fortieth anniversary of activity, since “Sine spe vita est quasi mortis imago”, quoting Seneca. Hope and erudition for at least other forty years.

Dal discorso tenuto dal Sindaco di Ocre, Gianmatteo Riocci – settembre 2005.

[…] Poeta, critico, filosofo, mecenate… sempre pronto a donare, convinto com’è che sottraendo l’uomo al suo vincolo solidale, alla quotidianità dei suoi obblighi verso gli ‘Altri’, verrebbe meno l’elemento coesivo necessario tanto alla nascita che al successivo sviluppo di una autentica comunità… Elemento che costituisce, pertanto, il più alto valore, il segno distintivo capace di confermare il suo assunto: «senza vincolo solidale non si dà cultura», giacché senza tale premessa nessun linguaggio comunitario è possibile. Una persona, dunque, fuori di qualunque schema, e nemico agli stereotipi… una coscienza rigorosa e un maestro di vita il cui impegno esemplare colpisce non soltanto per la forza di persuasione, ma per la volontà di cercare il meglio in ciascuno di noi. É perciò in questo senso che L.P. intende e pratica la «Cultura»: quale servizio reso alla società. Molti potrebbero trarre giovamento da uomini come lui, che onorano la nostra terra, e che oltre i suoi naturali confini costituiscono un riferimento certo cui le relazioni dovrebbero conformarsi… Tuttavia non mi è facile parlare di L.P., della vastità delle sue conoscenze, della sua arte e del suo pensiero, che debbono, evidentemente, adeguarsi alla complessità del mondo per poterlo spiegare… Posso dire soltanto, facendo emergere ciò che ormai era sedimentato, che l’uomo e il poeta si corrispondono intimamente, parola e atto, e che ho molto appreso da lui [...]

From a speech held by Gianmatteo Riocci, mayor of Ocre – September 2005.

[…] Poet, critical, philosopher, patron of arts… always ready to bestow, secure as he is that by delivering mankind from its sympathetic tie, from the daily nature of its duties towards the ‘Others’, it would fail the cohesive element necessary as much to the birth as to the successive development of an authentic community… An element which constitutes, therefore, that higher value, that distinctive character able to confirm his assumption: «without sympathetic tie it’s impossible to give culture», inasmuch as without such a premise any collective language would be possible. A person, therefore, outside every scheme, and hostile to every stereotype… a rigorous conscience and a master of life whose exemplary engagement impresses not only for its persuasive powers, but also for the will of finding the better part in each of us. It’s in this sense, therefore, that L.P. interprets and practices «Culture»: as a society service. Many could derive much benefit from a man like he is, men who honour our country, and who, beyond its natural borders, constitute a secure touchstone to which relationships should conform… Furthermore it’s not easy for me to speak of L.P., of the vastness of his knowledge, of his art and thought, that, evidently, to explain it, have to conform to the complexity of the world… I can only say, letting emerge what at this point was already settled, that the man and the poet do secretly correspond, word and action, and I learned a lot from him […]

Lettera del prof. Giorgio Bàrberi Squarotti – ottobre 2005.

… Caro Pizziconi, Le sono veramente grato del ricco e prezioso dono dei Suoi libri di poesia e filosofia [...]
Li sto leggendo con molta partecipazione, perché la Sua scrittura è varia e intensissima, fra visione, religiosità, amore, pensiero, riflessione… ed è raro trovare ancora un poeta di tanta passione e verità.
Spero in qualche occasione d’incontro. Con i più vivi auguri e saluti…

Letter from Prof. Giorgio Bàrberi Squarotti – October 2005.

… Dear Pizziconi, I’m really grateful to You for the rich and precious gift of Your poetry and philosophy books […]. I’m reading them with great involvement, since Your writing is various and very intense, between vision, religiosity, love, thought, meditation… and it’s rare still today to find a poet of such a passion and truth. I hope to have the opportunity of meeting You some day. With my best greetings and wishes…

Lettera del prof. Marcello Cricchi – novembre 2005.

[…] Io non possiedo la ricchezza della tua poliedrica cultura, non l’autentica spontaneità discorsiva, non la capacità di coinvolgere i vasti uditori che in silenzio assumono le vibrazioni del tuo strumento fonetico-intellettivo, i cui accordi, oltre che armonici e fortemente suadenti, sono rivelatori. Non a caso uso il gergo musicale: la tua parola gode di una struttura perfetta, da spartito, ch’è solamente Tua: sei poeta anche nella prosa, nel sermone, nei dibattiti e nelle conclusioni, nelle indicazioni di programmi e azioni concrete… Tutto, di te, s’illumina di poesia… E giustamente la dott.ssa Clementoni, nella sua relazione, ha concluso che “allorquando si saranno acquietati i rumori della parola insipiente, resterà solo Socrate”… il Tuo ‘Socrate’…

Letter from Prof. Marcello Cricchi – November 2005.

[…] I do not possess the richness of your polyhedric culture, nor the authentic discursive spontaneity, nor the ability to involve the numerous auditors who, in silence, adopt the vibrations of your phonetic-intellective instrument, whose chords, besides being harmonic and very coaxing, are revelatory. Not by accident he makes use of the musical jargon: your language enjoys a perfect structure, as a score, which is only Yours: you are poet also in the prose, in the sermon, in the debates and the conclusions, in the programs’ suggestions and in the concrete actions… Everything of you lightens of poetry… And rightly Dr. Clementoni, in her essay, sums up that “when the noises of the conceited word will quieten down, it will remain only Socrates”… Your ‘Socrates’…

Lettera della dott.ssa  Annamaria Scarlatti – novembre 2005.

[…] E’ un’opera, il suo libro, di alto valore… e Lei, così umano, vorrebbe avere braccia smisurate per abbracciare quanti hanno perso la via… Non è poco concedersi e dare sempre (è il sole della favola di Esopo). Lei s’immerge nella città, camminando vicino a tutti con leggerezza; come un Angelo custode, che non si mostra nell’atto, ma nel dono soltanto. Sua la tecnica dello scultore, che non aggiunge alla forma, ma toglie ogni eccesso dal blocco di marmo finchè non emergono, dalla figura scolpita, solidarietà e fratellanza. Lei sa dove vuole giungere, e non si scoraggia; intanto il suo orizzonte si fa sempre più vasto, ma non conosce stanchezza… perché ha ‘qualcosa’ in più che gli altri non hanno. Lei è come un fiume, e si potrebbe dire con Seneca, che “non ha mai raffreddato i suoi slanci, ma li ha regolati, affinché diventassero una costante disposizione della sua anima”. Con l’augurio di altrettanti successi, che Lei ben merita, da una umile poetessa…

Letter from Dr. Annamaria Scarlatti – November 2005.

[…] His book is a work of higher value… and You, so human, would like to have enormous arms to embrace all those who have lost the way… It’s not little thing to concede themselves and to give always (it’s the sun of Aesop’s fable). You totally plunge in the town, lightly walking close to everyone; as a guardian Angel who doesn’t shows itself in the action, but only in the gift. You own the technique of the sculptor, who doesn’t add to the shape, but who removes every surplus from the block of marble until solidarity and brotherhood don’t emerge from the sculptured figure. You know where You want to go, and You don’t lose heart; and so Your horizon becomes every time wider, but doesn’t know tiredness… ‘cause it owns ‘something’ more than the others. You are like a river, and we could state, as Seneca does, that “You’ve never chilled Your rushes, but You’ve governed them, in order that they could became a constant disposition of Your soul”. With my best wishes for as many successes, that You deserve, from an humble poetess…

Lettera del prof. Vittoriano Esposito – dicembre 2005.

… Caro dott. Pizziconi, rileggo oggi la Sua graditissima, e devo ringraziarLa di tutto: degli auguri, del consenso espresso sulle mie povere cose e della “Lettera a Secondino Tranquilli”, dedicatami. Bella e profonda, sembra dettata da un siloniano convinto come me, dall’animo travagliato come il mio, nonostante l’apparente equilibrio delle parole. Tanto mi piace, che se l’avessi avuta una settimana prima l’avrei pubblicata nel “Quaderno siloniano” uscito in questi giorni… Comprenderà, dunque, le ragioni della mia gratitudine per la Sua poesia. Delle opere Sue ho almeno capito che c’è una gran forza di pensiero che va afferrata fino in fondo […]

Letter from Prof. Vittoriano Esposito – December 2005.

… Dear Prof. Pizziconi, I’m reading Your letter again, and I must thank You for everything: for the wishes, for the consent given to my poor things and for the “Letter to Secondino Tranquilli” you dedicated to me. Beautiful and deep, it seems to be dictated by a convinced Silonian like I am, with my same troubled soul, despite the superficial balance of the words. I like it so much, that if I had received it a week before, I would have published it in the “Quaderno siloniano”, came out in these days…You’ll understand, therefore, the reasons of my gratitude towards Your poetry. Of Your works I have al least understood that there’s a great power of thought that must be seized to the end […]

Luciano Pizziconi e “I legami dell’anima” (di Rudy De Cadaval) – marzo 2006.

[…] Luciano Pizziconi è tra quelli che considerano la parola atto sacro. In proposito può venirci in aiuto citarne un brano inequivocabile: «La parola rispecchia il valore in assenza del quale il soggetto perde il suo referente, e al di sotto del quale, un valore, non ha più consistenza». E, nel respiro della sua inesauribile ispirazione, trovano il loro posto tutti i motivi che hanno affaticato e tormentato la nostra terrena esistenza, nonché l’approdo a una speranza non priva di futuro, di sopravvivenza nell’afflato della Poesia e dell’Arte oltre l’indubbia certezza della morte. Con questo carico di sensibilità nell’anima, Luciano Pizziconi mette in moto una urgenza intima di elevazione: dall’energica immersione nel passionale e speculativo, il suo animo si sublima in una regione di sogno e di attiva malinconia. Dalla fisicità della parola, che richiede un ascolto teso e uno sguardo fermo ai segni mutevoli delle giornate e delle stagioni, trascorre nella parola lirico/epica, carica di tensioni spirituali e di una implacabile ansia verso l’illimitato e l’eterno.

Luciano Pizziconi and “I legami dell’anima” (by Rudy De Cadaval) – March 2006.

[…] Luciano Pizziconi is one of those who consider the word as a sacred act. In this regard we can receive some help from an unequivocal quotation of one of his extracts: «The word reflects that value in absence of which the subject loses its referent and, underneath of which, a value has got no consistence anymore». And, in the breadth of his inexhaustible inspiration, all the reasons that have overtaxed and tormented our earthly existence find their proper place, as well as the landing place for a hope not lacking in future, survival in the afflatus of Poetry and Art, besides the indubitable certainty of death. With such a burden of sensibility in the soul, Luciano Pizziconi puts in motion an intimate urgency of elevation: from the resolute immersion in the passionate and speculative, his soul elevates itself in a region of dreams and active melancholy. From the physicality of the word, which seeks for a concentrated listening and a firm look to the mutable signs of the days and seasons, it moves in the lyric/epic word, full of spiritual tensions and of a relentless anxiety towards the unlimited and eternal.

Lettera dell’Ass. alla Cultura di Tocco Casauria, dott. Giovanni di Giulio – maggio 2006.

[…] La dedizione per la cultura e per l’arte non solo ti fa onore, ma ti eleva spiritualmente a quell’amore per il prossimo che tu coltivi nell’insegnamento cristiano, ma anche e soprattutto nella solidarietà che profondi  ed attivi in favore di quelli più sfortunati di noi. Grazie Luciano, grazie per la magnifica giornata che ci hai dedicato, grazie per le tue splendide e superbe composizioni […]

Letter from the City Councillor to Culture of Tocco Casuaria, Dr. Giovanni Di Giulio – May 2006.

[…] Your commitment to the art and culture not only honours you, but also spiritually elevates you to that love towards the others that you cultivate in the Christian precepts, but also and above all in the solidarity you lavish and activate in favour of those who are less fortunate than us. I have to thank you Luciano, for the beautiful day you devoted to us, and for your superb and magnificent compositions […]

Luciano Pizziconi. Considerazioni sulla sua poesia e il suo pensiero (di Brandisio Andolfi) – luglio 2006.

[…] Non è facile parlare della poliedrica figura di Luciano Pizziconi, della sua poesia del suo pensiero o del multisettoriale impegno, culturale ed umanitario che, in qualità di Presidente del “Progetto Athanòr”, di cui è Fondatore, promuove e coordina, anche in collaborazione con altre organizzazioni di volontariato, nazionali e internazionali. Per dire a caso, quel suo esprimersi nello stile innovato dei classici emblemizza la produzione del Poeta di Ocre, che tanto somiglia alla siloniana Pescina per la descrizione che le dedica in versi:«Questi non sono campi fortunati:/più affondo il pugno nella Terra/e più scavo sassi…/ma non trovai più mite asilo né/luce più chiara.». Poesia diversa da tutta quella prodotta tra la fine del Novecento e il primo Terzo Millennio. Infatti si avverte subito, tra l’altro, l’influsso asio-greco-latino delle conoscenze filosofiche e religiose del mondo antico. Ogni suo scritto, ogni verso, ogni concetto ne rivelano il segno, il senso, il valore logico-espressivo e descrittivo […]

Luciano Pizziconi. Considerations about his poetry and thought (by Brandisio Andolfi) – July 2006.

[…] It’s not easy to speak about Luciano Pizziconi’s polyhedric figure, about his poetry and thought or his multi-sectoral engagement, cultural and humanitarian that, in quality of President of the Athànor Initiative, of which he is the promoter, he promotes and coordinates, also in collaboration with other national and  international voluntary organizations. Randomly saying, his way of expression in the renovated style of the classics symbolizes the production of the Poet from Ocre, that really looks like Pescina, the home country of Ignazio Silone, for the description in verses he addresses to it: «These are not fortunate fields:/the more I dive my hands into the Earth/the more I dig up stones…/but I didn’t find anymore such a mild asylum/nor a brighter light.». A Poetry, different from the one produced between the end of the Twentieth Century and the beginning of the Third Millennium. In fact, it’s easy to perceive, moreover, the asian-grecian-latin influence of the philosophic and religious knowledge of the ancient world. Each of his writings, of his verses, of his concepts do reveal its sign, its sense and its logic-expressive and descriptive value […]

Lettere del prof. Riccardo Campa, dell’Istituto Italo-latino-Americano – luglio 2006.

[…] Il Suo impegno civile e culturale onora la tradizione  del nostro paese, e leggerò il Suo testo anche per trarne personale profitto. La Sua persona e la Sua attività mi sono care, e Le ricambio i più affettuosi pensieri.
(28/10/06) […] Desidero rinnovarLe le espressioni della mia gratitudine per le attenzioni rivoltemi in occasione del Premio, che Lei così autorevolmente presiede. La Sua persona è un punto di riferimento per quanti hanno a cuore le risorse intellettuali e morali del nostro paese […]

Letters from Riccardo Campa, Professor of the Italian-Latin-American Institute – July 2006.

[…] Your civil and cultural engagement honours the tradition of our country, and I’ll read Your work also to derive a personal benefit from it. Your person and activity are dear to me, and I return to You my warmest greetings and thoughts.
(28/10/06) […] I’d like to reaffirm to You my gratitude for the attentions You turned to me on the occasion of the Prize, that You so authoritatively chair. Your person is a touchstone for all those who have at heart our country’s moral and intellectual resources […]

Lettera del prof. Ugo Ronfani – luglio 2006.

… Caro Pizziconi,  […] un grazie di cuore per le parole con cui mi ha dato conto della Sua lettura  partecipe del “Canzoniere” a mia moglie: Lei dice di sentimenti analogici, io ci ho visto delle affinità del profondo.  Ma veniamo a “Memoria e Terre”, […].  Le prime impressioni sono di interesse autentico. Mi sono chiesto perché, nei Suoi testi, ricorrono vocaboli con la maiuscola o virgolettati: credo che la risposta sia nella tensione delle parole riscattate dal quotidiano per esprimere valori e controvalori. Di qui una connotazione certa della Sua poesia: innervature filosofiche e morali nel momento emozionale del suo farsi, tendenza a riassumersi nel dato simbolico, ricerca di una Sua etica necessità, intreccio fra modernità e classicismo... etc. etc. Azzardando una prima sintesi, parlerei di una ‘laicità religiosa’, con forte impronta personalistica (e tenga conto che Monnier è un mio maitre à penser).  Apprezzati, anche, il vasto retroterra culturale (“Il Templare”), l’incisività epigrammatica (“La sapienza”), l’agile versatilità delle occasioni […].  Suo, con grato affetto…

Letter from Prof. Ugo Ronfani – July 2006.

… My dear Pizziconi, […] heartfelt “thanks” for the words You used with my wife in order to let me know You had been reading my “poetry book”: You speak about analogical feelings, I’ve felt within affinities of the heart. But let speak about “Memory and Lands”, […]. My first impressions are of an authentic interest. I wonder why, in Your works, often occur terms with the capital letter or in inverted commas: I think that the answer lays in the tension of the words that are redeemed from the everyday to express new values and counter-values. Hence a sure connotation of Your poetry: a kind of moral and philosophic ribbing in the emotional moment of its creation, inclination to summarize itself in the symbolic fact, search of Your proper ethical necessity, a maze of modernity and classicism… etc. etc. To venture a first résumé, I would speak about a ‘religious laity’, with a strong personalist imprinting (and consider that Monnier is one of my maitre à penser). Very appreciated are also the immense cultural inland (“Il Templare”), the epigrammatic incisiveness (“La sapienza”), the nimble versatility in the opportunities […]. Sincerely Yours, with grateful affection…

Un libro edificante:“I legami dell’anima”. P.L., maestro di cultura e umanità  (Renato Civello) – luglio 2006.

… Occorrerebbe l’intero giornale per dare un ragguaglio, con il relativo complemento esegetico, sull’attività del grande scrittore abruzzese Luciano Pizziconi… “I legami dell’anima”, dedicato con toccante lirica di apertura appunto alle vittime dello Tsunami, è ottimamente tradotto in inglese dalla docente universitaria Marina Camodeca e consta di quattro libri: la magnifica e articolatissima lingua, i concetti elevati, il non comune scandaglio speculativo, il riconoscibile ardore di sentimenti e – cosa che impreziosisce il testo – una voce calda, di costante efficacia nel variare delle sue tonalità, fanno di questi versi un documento vitalistico che entra nel cuore e nella mente […] Ecco Luciano Pizziconi: un privilegiato, da ammirare senza riserve, il cui pensiero è ‹‹Canto››.

An uplifting book: “I legami dell’Anima”. P.L., a master of culture and humanity (Renato Civello) – July 2006.

… It would be necessary the whole newspaper to give a run-down, with the relative exegetic complement, on the activity of the great writer from Abruzzo, Luciano Pizziconi… “I legami dell’anima”, dedicated with a moving opening lyric to the Tsunami victims, is perfectly translated into English by professor Marina Camodeca and consists of four books: the magnificent and very articulated speech, the high-minded concepts, the uncommon speculative sounder, the recognizable ardour of feelings and – a character that makes precious the text – a warm voice, of a constant efficacy in its varying of the tones, make of these verses a vitalistic document which enters in the heart and mind […] And here it is Luciano Pizziconi: a privileged, to be admired without reserves, whose thought is «Melody».

Luciano Pizziconi: “I legami dell’anima” (di Maria Teresa Epifani Furno) – agosto 2006.

[…] Immergendosi nei luoghi dell’anima con criteri di pensiero diversi dal nostro usuale, il poeta Pizziconi ne discopre i legami con la parola intesa quale atto sacro, quale valore dell’esistenza e dell’esperienza espressa dal soggetto pensante. Nel percorso tracciato dal sigma del linguaggio poetico di vero iniziato e maestro spirituale, si rinviene una stratificazione filosofica, esoterica e religiosa che distingue la cultura polivalente, e diversamente d’eccezione, dell’io lirico di Pizziconi, motivato dalla ricerca di perfettibilità etica dell’umano esistere oltre ogni contraddittoria disumanizzante apparenza e demonizzante credenza. La cifra suggestiva del dettato indossa una veste catartica, quasi sacerdotale, straripante la luce dell’intelligenza delle cose […]

Luciano Pizziconi: “I legami dell’anima” (by Maria Teresa Epifani Furno) – August 2006.

[…] Dipping ourselves in the places of the soul with a source of thought’s criteria different from our usual ones, the poet Pizziconi discovers its ties with the word, intended as sacred act, as value of the existence and experience expressed by the thinking subject. In the path traced by the poetic language’s sigma of a true initiate and spiritual master, we unearth a philosophic, esoteric and religious stratification which distinguishes the polyvalent culture, and exceptionally, of Pizziconi’s lyrical self, justified by the search of ethical perfectibility of the human existence beneath every contradictory and dehumanizing appearance and demonizing belief. The suggestive figure of the provision wears a cathartic guise, almost sacerdotal, bursting the light of the thing’s intelligence […]

Osservatorio del Parlamento. Prolusione a “I legami dell’anima” (di Franco Cusimano) – ottobre 2006.

[…] È così che egli ci trasmette la sua parola, quale atto di libertà e comunione, con un senso religioso dell’esistenza che sembrava perduto e di cui, ringraziandolo ancora, io stesso ho riscoperto la profondità e l’orizzonte. La «parola è SUI DOMINA», abita colui che l’accoglie, ma è «voce per sé», egli dice. Leggendo quest’opera, infatti, ne ho condiviso la voce, perché il suo non è linguaggio “vocale” di un singolo, ma la «voce»  comune, anche se non per tutti, e in alcuni versi ne dà la conferma più alta, affermando che la «bene intesa amicizia» non si fa degli “amici”… Ed è bellissimo …perché – mi corregga il professore – egli è amico di tutti, e chi è amico di tutti non concepisce esclusioni. Ma nella sue pagine c’è anche «politica», quella che non è “di parte”, la «nostra» politica, perché un certo tipo di «anima» si è incarnata nel professore, ed ancora egli non dice “questa è la mia anima”, bensì «questa è la nostra anima», affinché sia luogo di  comunione. È straordinario. E che bello poter trovare un padre cui affidarci… non con la speranza ma con la certezza che, quando lo cerchiamo, c’è sempre.

Parliament Observatory. Introduction to “I legami dell’Anima” (by Franco Cusimano) – October 2006.

[…] And in this way he transmits us his word, as an action of freedom and communion, with a religious sense of the existence which seemed to be lost and of which, thanking him again, even I have rediscovered the horizon’s depth. The «word is SUI DOMINA», inhabits those who adopt it, but it’s «voice for itself», he states. By reading this work, in fact, I did share its voice, since its language it’s not the vocal “language” of a single man, but it’s the common «voice», even if not for everybody, and in some of his verses he highly confirms it, by stating that the “well intended friendship” is not made up by “friends”… And it is wonderful…since – and let the Professor correct me if not true – he’s friend of everybody, and who is friend of everybody doesn’t conceive any exclusion. Yet in his pages there’s also some «politics», since a certain kind of «soul» did materialize itself in the Professor, and still he doesn’t say “this is my soul”, but rather «this is our soul», so that it may be a place of communion. He’s extraordinary. And how nice is to find a father to whom we can totally rely on… not with the hope, but with the certainty that, when we look for him, he’s always there.

Nota su Luciano Pizziconi (di Dante Maffia) – ottobre 2006.

[…] L’attività di Luciano Pizziconi è multiforme e frenetica. La pubblicazione dei suoi libri si sussegue con cadenze stabilite e ci porta l’irruenza della sua anima, la gioia della sua creazione, con un fare che non chiede e non pretende, e che è offerta di cultura, di condivisione di valori. La sua poesia nasce da un lungo tirocinio sui testi antichi, si abbevera alle fonti più alte per trarne nettare e forza. Lo fa in punta di piedi, immergendosi in mondi lontani e uscendo indenne da imitazioni, sfiorando la divinità del dettato alto e mai cadendo in posture scontate. Semmai c’è. In ogni suo libro, qualcosa di iniziatico, un sussulto che ci spinge a considerare la realtà fuori dell’usuale solco delle abitudini […]

A note upon Luciano Pizziconi (by Dante Maffia) – October 2006.

[…] Luciano Pizziconi’s activity is multifarious and frenetic. The publication of his books succeed with established cadences and brings us the vehemence of his soul, the joy of his creation, with an attitude that doesn’t ask nor demand, and that is an offer of culture and of values’ sharing. His poetry originates from a long training upon the ancient texts, drinks to the highest springs to derive nectar and power from it. It makes it on tiptoe, plunging into distant worlds and coming out with no imitation, coming close to the divinity of the higher provision and never lapsing in foregone positions. At the most there’s, in each of his books, an initiatory something, a jolt which induces us to consider reality beyond the usual furrow of the habits […]

Lettera di Mons. Francesco Cuccarese, Arcivescovo Metropolita Emerito – ottobre 2006.

… Carissimo Luciano, complimenti per tutto! Veramente un lavoro immane, per gli ospiti, premiati da un pubblico soddisfatto, numeroso, attento, commossi per l’Attenzione. Auguri!  Che il mondo, e non solo  il caro dottor Luciano, possa operare per il dono della serenità e del benessere altrui!  Con riconoscenza per l’onore che mi è stato concesso, un fraterno abbraccio.

Letter from Mons. Francesco Cuccarese, Emeritus Metropolitan Archbishop – October 2006.

… Dear Luciano, congratulations! It’s really an immense work, for the guests, awarded by a satisfied, numerous, attentive and moved audience. With my best wishes, for a world, and not only the dear Professor Luciano, that could operate for the gift of the others serenity and welfare! With my gratitude for the honour you conceded me, a brotherly hug.

Luciano Pizziconi: “Poesie della cruna” (di Giacomo Paternò) – ottobre 2006.

[…] Quando uno scrittore sente la responsabilità della parola (e lui di questo è un teoreta), il rischio che si corre è quello di restare aggrovigliati nei meandri più remoti della foresta del linguaggio. Ma parafrasando un suo verso, mi pare azzeccato questo suo incauto vigore con il quale martella il vuoto: visto le tematiche che tratta, ha sicuramente trovato il giusto metodo ed equilibrio per miscelare forma e contenuto, attraverso spunti filosofici. Era questa l’ipnotica immagine de Il Pendolo, titolo di una poesia sulla metessi, ovvero il tema della partecipazione dell’Uno all’essere. Tanti motivi (quantomeno linguistici) platonici e presocratici troviamo in queste pagine: oltre a quello già citato, incontriamo l’Archè, l’Apeiron, Identità e Differenza, l’Anima del Mondo, il Disordine, le ricorrenti metafore con i quattro elementi primordiali (acqua, aria, fuoco, terra), a cui vanno aggiunti gli spunti “modernisti” sulla Verità, il Nulla, l’Alterità, il Tempo (anzi, sulla temporalità heideggeriana, in quanto il tempo vero è un orizzonte che evolve: vedi XIX) […]

Luciano Pizziconi: “Poesie della Cruna” (by Giacomo Paternò) – October 2006.

[…] When a writer feels the responsibility of the word (and of this he’s a theoretician), we risk to get entangled in the remotest meanderings of the language’s forest. But, paraphrasing one of his verses, his incautious vigour, with which he hammers the emptiness, seems to me to be the right one: considering the themes he deals with, he has certainly found the right way and balance to mix form and content, by means of some philosophic cues. This was the hypnotic image of Il Pendolo, a poem upon the méthexis, i.e. the theme of the participation of the One to the being. We find in these pages al lot of Platonic and Pre-Socratic, at least linguistic, themes: beyond the already quoted one, we meet the Archè, the Apeiron, Identity and Difference, the World’s Soul, the Disorder, the recurring metaphors with the four primordial elements (water, air, fire, earth), to which we have to add the “modernist” cues upon the Truth, the Nothing, the Something else, the Time (indeed, upon the Heideggerian temporality, since the true time is an evolving horizon: see XIX) […]

Lettera del Comm. dott. Ornello Vagge (Lionello Grifo) – novembre 2006.

… Gentilissimo e illustre Poeta, La ringrazio di cuore per la squisita attenzione. “I legami dell’anima” sono una raccolta preziosa per la profondità del messaggio, che viene da immemori tempi.  Continuo a leggere i Suoi versi con commossa partecipazione. A mia volta Le offro l’ultima raccolta di poesie, augurandomi che Le torni gradita. Non sarò mai abbastanza riconoscente alla Signora Vitale per avermi presentato a Lei nell’ambito della Sua attività prestigiosa, che sottolinea i valori di estetica ed etica della nostra civiltà. Suo…

Letter from Commander Dr. Ornello Vagge (Lionello Grifo) – November 2006.

… My dear and Illustrious Poet, I thank You with all my heart for Your exquisite attention. “I legami dell’anima” are a very precious anthology for the profoundness of the message, that comes from unmindful times. I still continue reading Your verses with touched sympathy. In my turn I offer You my last anthology of poems, wishing You’ll appreciate it. I’ll never be grateful enough to Mrs. Vitale, who introduced You to me in the order of Your prestigious activity, which underlines the aesthetic and ethic values of our civilization.

Lettera dell’On. Luigi Preti, Presidente del Partito Socialdemocratico – novembre 2006.

[…] Tanto l’onorevole Manzolini che la signora Vitale, da me delegati a ritirare il Premio, mi hanno riferito del successo (nonché della ‘qualità’) di pubblico che la cerimonia della premiazione ha riscosso. L’attenta lettura del “Quaderno” di presentazione dell’edizione 2006/2007 del Premio rende evidente la ragione di tante presenze di livello ad una manifestazione indetta dal “Progetto Athanòr”, certamente una fra le più originali e qualificanti iniziative presenti nel panorama culturale italiano, da Lei con coraggio, determinazione e generoso mecenatismo ideata, attuata e portata, nel volgere di pochi anni, a conseguire i molti autorevoli riconoscimenti nazionali e internazionali che oggi meritatamente vanta […]

Letter from the MP member Luigi Preti, President of the Social Democratic Party – November 2006.

[…] As much the Honourable Manzolini as Mrs Vitale, from me delegated to award the prize, related me upon the great success of audience (as well as of the ‘quality’) that the ceremony did receive. The attentive reading of the “Quaderno” of presentation of the 2006/2007 edition of the Prize makes evident the reason of so many high level presences to a manifestation summoned by the “Athànor Initiative”, certainly one of the most original and qualifying initiatives of the Italian cultural panorama, from You with courage, determination and generous patronage conceived, realized and brought, in the passing of a few years, to gain the numerous authoritative national and international credits that today it meritoriously boasts […]

Omaggio a L.P. in occasione della sesta edizione del "Premio Athanòr" (di Mario Cerruti) – novembre 2006.

[…] Questa consonanza, oserei dire fraterna, di una singolare umanità elitaria (Premiati) che vuol’essere partecipata, suscita, dalla ricerca estetica, ragioni di convergenze e confronto, pur nello spettro ampio delle tematiche, ed è emersa, durante la cerimonia, nella coinvolgente tensione di tutti gli intervenuti, tradottasi in dosi di attenzione crescenti e manifestatasi in un silenzio assordante, se si considera l’implosività di cariche emozionali dirompenti, quali sono scaturite da un proscenio obiettivamente dotato di una elevata sensibilità critica. […] In realtà, un giudizio così espresso fa sì che, il Premio, oltre a classificare nell’eccellenza l’opera ed il suo autore, conferisca un crisma particolare a tutti i premiati… […]  Grazie Presidente…

A tribute to L.P. on the occasion of the sixth edition of the "Athànor Prize" (by Mario Cerruti) – November 2006.

[…] This convergence, a brotherly one I’d dare to say, of a particular elitist humanity (Awarded) which wants to be participated, arouses, from the aesthetic research, the reasons of a comparison between the convergences, even in the wide spectrum of the themes, did emerge, during the ceremony, in the enthralling tension of all the participants, rendered into increasing doses of attention and revealed in a thunderous silence, if we consider the implosiveness of disruptive emotional charges, as those burst out by such a proscenium objectively provided with an elevated critical sensibility […] Actually, a so expressed judgement let the Prize award, besides classifying in the excellence the work and its author, a particular chrism to all the awarded people… […]. Thank you Mr President…

La Poetica del verbo in “Memoria e Terre” (di Sandro Sticca) – dicembre 2006.

Oltre il non-esistente, l’operare della coscienza può essere riaffermato dal verbo, che ne ha trascritto l’illimite e il limite, testimoniando che anche nel proprio morire residua il vivere di ciascuno. Ed è anche per questo che la permanenza di Luciano Pizziconi è assicurata nel Tempo, perché la sua poesia è un atto di potenza ontologica e di consapevole abnegazione, un testamento di fede che, conferendola, restituisce alla «Parola» la sua trascendenza originaria e, direi, originante. Perciò, alla maniera di Valéry, nel poema La Pythie, anche noi potremo evocare e celebrare per lui la plenitudine, l’ebbrezza e il mistero della sua Pōìèsís, levando l’inno dovuto a chi onora la verità […]

The Poetic of the word in “Memory and Lands” (by Sandro Sticca) – December 2006.

Besides the not-existing, conscience’s action can be reaffirmed by the speech, which has written out its limit and un-limit, demonstrating that even in everybody’s own death remains his own life. And it is also for this reason that Luciano Pizziconi’s permanence is guaranteed in Time, since his poetry is an action of ontological power and of conscious abnegation, a will of faith that, in the action of bestowing it, gives back to the «Word» its original and, I’d say, originating transcendence. Hence, in Valery’s way, in the poem La Pythie, we’ll also can evoke and celebrate for him the plenitude, thrill and mystery of his Pōìèsìs, raising the hymn which is due to those who do honour the truth […]

Lettera del dott. Mario Cerruti – dicembre 2006.

… Chiarissimo Professore,  La ringrazio per il graditissimo “Socrate”... ne ho letto con vivo interesse il testo, interiorizzandone i più salienti aspetti ma concentrandomi su «La Forma Veniente» ovvero La logica dell’essenza, che mi ha particolarmente colpito. Non ho potuto fare a meno di indugiare, nel profondo, su quella miniera di idee, da Lei interpretate con sublimi quanto originali e chiare proiezioni contenutistiche, messe a disposizione di una umanità ancora incapace di ascoltare la «verità» [...] In proposito, nel mare delle relative pagine, le reti sarebbero sempre piene [...] Un fraterno abbraccio...

Letter from Mario Cerruti, Dr. – December 2006.

… Dear Professor, I thank You for the greatly appreciated “Socrates”… I read with great absorption the text, interiorizing the most noticeable aspects  but giving my mind to «La Forma Veniente», that is The Logic of the Essence, that particularly stirred me. I couldn’t help dwelling, deep down, upon that mine of ideas, from You rendered with sublime as original and clear content projections, put at the disposal of a humanity still unable to listen to the «truth» […] Actually, in the sea of the concerned pages, the nets would be always full […] A brotherly hug…

“Socrate”, di Luciano Pizziconi (di Nanà Furno) – dicembre 2006.

Il messaggio del volume, veicolato in cinque lingue, contiene ancora due scritti in prosa: Lettera a Socrate e La Forma veniente. In particolare, in quest’ultima, Pizziconi medita su ciò che per egli stesso è la Norma. Abbiamo così la definizione di ciò che «modula i rapporti tra le parti e l’Intero» (da La Forma veniente, pag. 133). Ancora una espressione matematica che assorbe un concetto di filosofia. Le parti nell’intero. L’intero nella parte. Filosofia matematica. Ragionamento e calcolo per esprimere Amore. Quello senza il quale regnerebbe il collidere dei soggetti, anziché la regola della non-soggiacente Identità del tutto. È, infine, sorprendente l’utilizzo che Pizziconi fa delle parole: riesce a piegarle per imprimere un’immagine olografica forte all’interno della relazione con il lettore, senza, però, dare a questi la sensazione del ‘peso’ che dal concetto espresso conseguirebbe: «…se la parola non ha identità, / non dovevi pensare che c’è differenza; / poiché l’uno è funzione dell’altro, / non sapevi che l’ultimo è funzione del primo?» La parola identifica. L’identità trasmette e si trasmette per essa: «Parola è essere», perché verità è relazione e relazione è «Valore»… Siamo di fronte ad un’Opera che definire geniale sembra riduttivo. Summa di filosofia e religiosità, funzioni biunivoche una dell’altra, Socrate possiede quella rara potenza capace di pacificare fede e ragione.

“Socrates”, by Luciano Pizziconi (by Nanà Furno) – December 2006.

The volume’s message, diffused in five languages, contains two other writings in prose: Lettera a Socrate and La Forma veniente. In particular, in the last one, Pizziconi meditates on what for himself is the Rule. In this way we obtain the definition of what «modulates the relations between the parts and the Whole» (from La Forma veniente, pag. 133). Still a mathematical expression absorbing a philosophical concept. The parts in the whole. The whole in the part. Mathematical philosophy. Reasoning and reckoning in order to express Love. That love without which it would prevail the collision between the subjects, instead of the rule of the not-subjacent Identity of the whole. And, at last, surprising is Pizziconi’s employment of the words: he manages to turn them in order to imprint a strong holographic image inside the relation with the reader, but without giving them the impression of the ‘load’ it would derive from the expressed concept: «… if the word has no identity, / you had not to think that there’s difference; / since the former is function of the latter, / didn’t you know that the latter is function of the former?» The word identifies. Identity communicates and transmits for itself: «Words are to be», since truth is relation and relation is «Value»… We are in front of a Work that is disparaging to define as ingenious. A summa of philosophy and religiosity, biunique functions the one into the other, Socrates possesses that uncommon power able to conciliate reason and faith.

Lettera di Maria Teresa Epifani Furno su “Atto Dovuto”, di L.P. gennaio 2007.

Carissimo, ho letto con attenzione, riletto per attrazione, meditato con passione l’Atto Dovuto. “Ci sono molte cose in cielo e in terra” che soltanto la tua Filosofia della Poesia sa comprendere. Condivido la dedica dei versi a coloro che nel cursum perficere hanno maturato “la quieta certezza che Uno è tutto e che Tutto è uno” nel rispetto e nel riscatto della sacralità della co-scienza di ogni uomo, ancor più se Escluso. Con immensa, luminosa stima…

Letter from Maria Teresa Epifani Furno upon “A Due Act”, by L.P. – January 2007.

Dear Professor, I read attentively, read again for attraction, meditated with passion upon the Due Act. “There are a lot of things here and there” that only your Philosophy and Poetry can understand. I do subscribe your dedication of the verses to those who in the cursum perficere have ripened “the peaceful certainty that the One is the whole and that the Whole is the one” in obedience and in redemption of the sacredness of co-science of everyone, still more if he’s an Outcast. With immense, refulgent esteem…

Accademia Internazionale Lucia Mazzocco Angelone

Con la presente motivazione, si accoglie Luciano Pizziconi
tra gli "Accademici Benemeriti della Cultura":

Motivazione:

«Definito ‘bonus vir’, ‘poeta della pace’, ‘maestro’... e dichiarato ‘testimone del nostro tempo’ per la valenza del suo messaggio, dalla vastità del suo impegno e dagli innumerevoli ed eminenti giudizi che lo riguardano, si coglie una tale convergenza sinottica di argomenti e di fatti che ci giunge l’avvertimento di una personalità in cui proposizione e atto coincidono in una forma elevata di coscienza che egli stesso immedesima nel suo linguaggio e nella trasposizione etica che da esso consegue.»

Il Presidente
(Antonio Angelone)

International Academy Lucia Mazzocco Angelone

With these reasons, we admit Luciano Pizziconi
between the "Meritorious Scholars of Culture":

Reason:

«Defined ‘bonus vir’, ‘poet of peace’, ‘maestro’ … and proclaimed ‘witness of our times’ thanks to the value of his message, the vastness of his engagement and the numberless and illustrious assessments upon him, we catch such a synoptic confluence of subjects and facts that we receive the admonition of a personality in which proposition and action coincide in an elevated form of conscience that himself merges in his language and in the ethical transposition deriving from it.»

The President
(Antonio Angelone)

Istituto di Abruzzesistica e Dialettologia

Premio L’Aquila “Ziré d’Oro 2006”
per il Personaggio dell’Anno

In qualità di Presidente dello I.A.E.D.  ho l’onore di comunicarLe  che questo Istituto ha deciso di conferirLe il Premio L’Aquila “Zirè d’Oro 2006” per il “Personaggio dell’Anno” sulla base delle schede di voto pubblicate dalla nostra testata e ritornateci compilate dai nostri lettori. Nell’esprimerLe i rallegramenti più vivi e nel compiacermi per l’opportuna indicazione della giuria popolare, che ha voluto riconoscere, con un premio alla carriera, la sua preziosissima opera per la Poesia, La informo che la cerimonia di consegna avrà luogo mercoledì 24 gennaio alle ore 17.30, presso il teatro San Filippo. In attesa di incontrarLa mi è gradito porgerLe i più calorosi saluti

Il Presidente
(Mario Narducci)

Institute of Abruzzesistica and Dialectology

Premio L’Aquila “ZirÚ d’Oro 2006”
as Figure of the Year

In the capacity of President of the I.A.E.D. I have the honour to communicate You that this Institute decided to bestow You the Premio L’Aquila “Ziré d’Oro 2006” as “Figure of the Year” on the basis of the voting papers published by our newspaper and came back to us filled in by our readers. In the expression of my best congratulations and in the satisfaction for the appropriate indication of the popular jury, which, with this career prize, wanted recognize your priceless work for Poetry, I inform you that the delivery ceremony will take place on Wednesday 24th January at 5.30 p.m., c/o the San Filippo Theatre. Looking forward to meeting You, I send You my best regards.

The President
(Mario Narducci)